" questo spazio è stato pensato per dare un’opportunità agli studenti di architettura di Trieste di trovarsi, conoscersi e scambiarsi notizie informazioni esperienze….
come tutti sappiamo bene la situazione della facoltà è piuttosto precaria: mancanza di una sede, carenza di spazi, penuria di attrezzature, precarietà dei docenti… sono tutte condizioni che minano le nostre possibilità di vivere l’esperienza universitaria in maniera piena e produttiva. "
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02 agosto 2011
21 gennaio 2011
House in Santa Teresa by SPBR Architects

Santa Teresa is a historical neighborhood that offers some great views of the city of Rio de Janeiro. The house is located in one of the highest points of Santa Teresa’s hill. From the north side of the house it is possible to see the old downtown; from the south side, a more panoramic view of Pão de Açucar and the Guanabara Bay. The site starts at 100 m above sea level at the cable car street and finishes at 125m at a breathtaking viewpoint of Pão de Açucar.
The project takes into consideration the two pre-existent levels of the pronounced topography: 120 m and 125 m over sea level.
At the lower level, there is a linear block that leads to the bedrooms and the office. Their main glass facade opens up to the enjoying garden on the east side. These two prismatic and linear volumes are opened on the east and west sides but are completely closed on the north and south sides, living the ground under them empty. The roof was designed to make a complementary ground on the upper plateau.
The living room is located over the higher plateau providing a view of downtown on the north side and of the Guanabara Bay and Pão de Açucar on the south. This volume is closed on the east and west sides to avoid sun heat and to emphasize the magnificent views on the other sides. It leaves the level below completely open. Thus, there is a bare level between bedrooms and living room which is filled by the kitchen, where, according to the traditional Brazilian culture, most people will spend their spare time.
It is a spread out and blown-up construction that should become part of Rio de Janeiro’s landscape.
Photography © Nelson Kon
Via: Contemporist
Web: SPBR Architects




10 gennaio 2011
04 gennaio 2011
Rolling Master Plan City by Jagnefalt Milton
Swedish architecture firm Jagne Faltmilton proposed an interesting project for a competition to design a master plan for the Norwegian city of Andalsnes. They didn’t win first place but their proposal was innovative enough to finish third. The mobile buildings structures of the city on railways is such a great idea, a great occasion to reorganize its life according to the seasonsThe jury awarded the Swedish office for a proposal where existing and new rail roads would provide the base for a host of new buildings that could be rolled back and forth depending on seasons and situations. Amongst other, they propose a rolling hotel, a rolling public bath and a rolling concert hall.
“We are really happy that the jury took our proposal serious, its not only a good proposal which we are very proud of, it´s also fully doable,” says Carl Jägnefält one of the two founders of Jägnefält Milton.
Via: Trendland.net




23 ottobre 2010
Intervista allo Studio Gang
Propongo un'intervista a uno degli studi più interessanti di questo periodo, lo studio GANG
AD Interviews: Jeanne Gang from ArchDaily on Vimeo.
LINK al loro sito
LINK a tutti i video
buona visione
AD Interviews: Jeanne Gang from ArchDaily on Vimeo.
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buona visione
17 giugno 2010
Phoenix Island, Cina, MAD Architects

Phoenix Island, nella baia di Sanya, in Cina, riscrive il futuro della città come destinazione turistica di lusso. Il progetto, opera dello studio di Pechino MAD Architects, attualmente in costruzione sarà completato nel 2014. L’isola artificiale di 365.000 mq, si sviluppa su 1250 metri di lunghezza per 350 metri di larghezza, ed è collegata alla città di Sanya con un ponte di 395 metri. E’ previsto un porto per navi da crociera, e una marina con yacht club (foto in basso). I cinque edifici residenziali, con giardino in cima, saranno abbinati ad un centro congresso internazionale, un hotel a 7 stelle, e negozi.
23 febbraio 2010
Il progetto Ecorium, l’Eden in Corea
Adoro i coreani..ancora di più se lavorano fra New york, Dubay e Shangay.Lo studio Samoo ha ideato Ecorium, una riserva naturale che con i suoi 33.000 mq, sarà una delle più grandi al mondo.per ulteriori info:
05 gennaio 2010
La centrale verde a biomassa del Teeside
Nella scia della recente Conferenza mondiale sul clima di Copenhagen, ecco il progetto di centrale a biomassa vegetale sulla riva del fiume Tees di 49 megawatt, ideata dallo studio londinese Heatherwick, che sarà in grado di fornire energia a 50 mila case e di ridurre le emissioni di CO2 dell’80%. L’originale centrale energetica dalle forme organiche, che appare sollevarsi da terra simile ad un vulcano verde, ed è coperta da un manto erboso e alberi piantati sul pendio, si integra molto bene al paesaggio. E’ diversa da qualsiasi centrale attuale. Il progetto intende diventare un’icona nazionale nella strategia britannica per le energie rinnovabili. L’edificio conterrà anche gli uffici e un centro d’informazioni sulle energie rinnovabili per i visitatori, con una vista spettacolare sulla vallata. La centrale sarà alimentata da rifiuti di palme da olio e organici, con il vantaggio di non sottrarre risorse alimentari al pianeta. La biomassa è un modo pulito e rispettoso dell'ambiente di produzione d’energia elettrica. A differenza di altre forme di energia rinnovabili come l'eolica o idroelettrica, la biomassa può produrre energia elettrica costante e stabile, che non è soggetto agli elementi.Fonte: Futurix
21 novembre 2009
Learning from Berlin_The Berg
Si sa, i tedeschi sono strani..rispettano le leggi, anche quando sanno di non essere osservati; bevono cappuccino a qualsiasi ora della giornata; fanno il bagno nel mare anche in ottobre o in aprile...
Ma dal mio punto di vista sono sopratutto masochisti. Ai tedeschi piace soffrire. Anche troppo.Quello che non sapevo è che fossero così terribilmente nostalgici.
Poche settimane fa hanno festeggiato vent'anni dalla caduta del Muro: davanti alla porta di Brandeburgo i bambini di Berlino hanno fatto cadere un domino gigantesco sino a Postdammer Platz.
Ed ecco uscire il progetto per un nuovo muro.
L'architetto tedesco Jakob Tigges ha proposto una montagna (sì, avete capito bene, una montagna) alta 1000 metri nel centro di Berlino..
"The Berg" ( che, in uno strano inglese misto a tedesco, sarebbe traducibile come "la montagna") sorge su un sito di grande valore per noi architetti: l'aereporto di Temperlhof , quello che Speer ha voluto come simbolo della potenza nazista.
Lo scorso Ottobre, il parlamento tedesco, deciso a chiudere questo gigantesco complesso (secondo al mondo solo al Pentagono e al Parlamento di Bucarest), ha diviso la zona in cinque parti e indetto un concorso per un sistema di residenze a bassa densità.
Tiggets, ben sapendo che il mercato, dal questo punto di vista, è saturo, ha proposto il progetto di un massiccio alto 1000 metri, lasciando l'aeroporto al suo posto.Ovviamente non riesce a superare la prima fase.
Tuttavia la storia raggiunge due ingegneri australiani che stanno lavorando a progetti simili a Dubai (temevate che non ci sarei mai arrivato, eh?), e decidono di contattarlo; Tigges fornisce loro tutti i dettagli geologici relativi alla zona, e il verdetto è positivo: “si può costruire in un arco di tempo di 12 anni”.
Utopia, critica alle istituzioni o altro; oramai le motivazioni iniziali non contano più: sempre più berlinesi vogliono vedere il progetto realizzato.
Hey! Teachers! Leave those kids alone!
Hey! Teachers! Leave those kids alone!
per maggiori informazioni: http://www.the-berg.de/
06 novembre 2009
Learning from Dubai_La Technosphere di James Law

“Gli edifici del XXI secolo” spiega James Law “saranno differenti da quelli del secolo scorso. Non più solo di cemento, acciaio e vetro, si vestiranno anche di nuovi intangibili materiali appartenenti alla tecnologia e all’interattività, dando vita a una nuova forma d’architettura detta Cybertecture”.
per approfondire:
01 novembre 2009
Learnig from Dubai-Blue Crystal
Immaginiamo che la vostra ragazza, di ritorno dalla seconda lezione di "terrorismo pre-matrimoniale", vi abbia messo alle spalle al muro: quest'anno, per le vacanze, vuole andare in montagna a sciare, stare sulla spiaggia a prendere il sole, fare shopping nelle migliori boutique (con i vostri soldi),prendere un mojito sul dorso di un cammello e soggiornare in un hotel fatto interamente di ghiaccio..
State già per rispolverare la vecchia tecnica dello "scarafaggiomortopanciaall'ariachesenonmimuovoforsequestavoltamelacavo"?
Nessun problema!
Fino a poco tempo fa, l'unico albergo di ghiaccio al mondo si trovava nella Lapponia svedese, nel paesino di Jukkasjärvi, ma ora, due architetti tedeschi, Frank e Sven Sauer, hanno presentato Blue Crystal, un hotel-iceberg a largo di Dubai City.
Dopo la pista da sci, l’hotel a forma di vela e le isole artificiali, sembra proprio che il falso territoriale sia già una consuetudine (ah, per completezza di informazione, ci stanno anche per copiare Portofino ed esiste già una riproduzione di Venezia).
Dopo la pista da sci, l’hotel a forma di vela e le isole artificiali, sembra proprio che il falso territoriale sia già una consuetudine (ah, per completezza di informazione, ci stanno anche per copiare Portofino ed esiste già una riproduzione di Venezia).
Il progetto, a metà fra un diamante e un iceberg, si svilupperà su 5 piani, di cui uno sotto il livello dell'acqua con discoteca e ristorante.
Per chi si fosse preoccupato per la sostenibilità del progetto, i due architetti assicurano che "un sistema di energia autosufficiente provvede ai settori importanti senza essere collegato con la terraferma" e, ancora, che "Blue Crystal possiede un sistema individuale di riciclaggio di energia. La funzione principale del sistema di raffreddamento funziona in modo autonomo grazie alla presenza di pannelli solari integrati nella pelle dell’edificio".
Insomma, attenti a voi, cari amici Norvegesi, la prossima volta potrete dire addio ai vostri amati fiordi..
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