" questo spazio è stato pensato per dare un’opportunità agli studenti di architettura di Trieste di trovarsi, conoscersi e scambiarsi notizie informazioni esperienze….
come tutti sappiamo bene la situazione della facoltà è piuttosto precaria: mancanza di una sede, carenza di spazi, penuria di attrezzature, precarietà dei docenti… sono tutte condizioni che minano le nostre possibilità di vivere l’esperienza universitaria in maniera piena e produttiva. "

19 febbraio 2009

Riviste

Oggi parliamo di Riviste, elemento fondamentale nella vita di uno studente di Architettura che ha bisogno di assimilare il + possibile.
La rivista copre vari aspetti del progetto e non solo.
Dall'idea di progetto, dal dettaglio dell'attacco a terra, dai nomi di architetti emergenti, la rivista rappresenta un universo di informazioni che bisogna saper anche dosare a modo.
Qui di seguito solo "alcune" riviste italiane, + o - conosciute facili da reperire sia in città che nelle varie biblioteche della città.



Area: rivista bimestrale di Architettura, tratta x argomenti, monografie di Architetti, e città. In un anno si trovano sempre almeno un numero Monografico ed uno su una città. Tra le varie sezioni, che la rivista offre, la + interessante: Itinerari; una lista di opere di Architettura divise x luogo o argomento con localizzazione e relativa mappa. Direttore Marco Casamonti (forse ai domiciliari ora), prezzo 12euro.


Arketipo: rivista mensile(così dice...) edita dal Sole 24 ore. Buona alternativa a Detail, la rivista si concentra in particolare ai dettagli progettuali, alla sperimentazione di nuove tecnologie e alla sostenibilità dei materiali.In ogni numero di Arketipo: Sezioni | Progetti-Opere Cinque progetti in dettaglio | Materiali | Norme tecniche, capitolati, prestazioni e rassegne di prodotto | Impianti | Dossier sugli impianti tecnici, prestazioni, i costi e i consumi, completi di rassegne tecniche di prodotto. prezzo 9 euro.


Materia: rivista quadrimestrale edito dalla Federico Motta. Contraddistinta da una forte identità tecnica la rivista è divisa per numeri monografici in cui si approfondisce
la storia delle tecniche costruttive, delle tipologie architettoniche e dei materiali.
[ si trova il Pdf completo del numero precedente sul sito di Materia]. prezzo 11 euro.



D'architettura: rivista quadrimestrale edito dalla Federico Motta. Di solito in allegato con Materia e Area, tratta le esperienze dell'architettura italiana.Esprime la volontà degli architetti italiani delle nuove generazioni di dare alla disciplina e alla pratica quella dignità e quell'interesse che è riscontrabile negli altri paesi. Insomma una rivista alquanto patriottica. prezzo 14 euro.



Abitare (**): rivista mensile di Architettura diretta da Stefano Boeri (ex direttore di Domus). La rivista spazia dall'Architettura, al Design, dalla Fotografia al Paesaggio e Urbanistica. prezzo 8.50 euro, Abbonamento piuttosto conveniente.




Casabella (*)(**): la rivista di Architettura e basta! (a parte la montagna di pubblicità..). Impaginata dallo Studio Vetta-Tassinari di Trieste, come tutte le pubblicazioni Electa.





Domus (*)(**): rivista mensile di Architettura diretta da Flavio Albanese. La rivista, dall'ingresso del nuovo direttore, ha visto un periodo di sperimentazione che hanno riguardato l'impaginazione e l'approccio. prezzo 8.50 euro.





L'Arca: rivista mensile. La rivista è composta da Arca ed Arca Plus, supplemento trimestrale. prezzo 9 euro






Lotus | Lotus Navigator (*) : quasi un libro + che una rivista, a mio parere è una delle migliori esistenti nel panorama italiano.
Il prezzo, suo malgrado, la relegano ad una fascia alta di possibili consumatori. In questo ci viene in aiuto la cara vecchia università, che mette a disposizione degli studenti tutti i numeri. prezzo 25 euro (?!)



The Plan: rivista nata nel 2002 si colloca in quella fascia di rivista del dettaglio, con particolare attenzione agli aspetti tecnologici innovativi. Bimestrale (8 numeri), prezzo 15 euro.





Il Giornale dell'Architettura (**): mensile diretto da Carlo Olmo. E' un vero e proprio giornale che spazia tutti i campi dell'Architettura. Design, Restauro, Tecnologie, Infrastrutture, Esiti e Concorsi. Riassumendo è un gran giornale di riferimenti, in cui sta all'interessato approfondire sugli argomenti. prezzo 5 euro.



(*): la rivista si può pure trovare nella biblioteca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale - Architettura Disegno Urbanistica.

(**): la rivista, tranne l'ultimo numero, può esser presa in prestito presso l'emeroteca di piazza Hortis per 30 giorni.

18 febbraio 2009

"Architectura sine luce nulla architectura est" *

La luce è materia e materiale
(Sulla natura materiale della luce)

Quando, infine, un architetto scopre che la luce è il cardine dell’architettura, solo allora inizia a capire qualcosa, a essere un vero architetto. La luce non è un’entità vaga, diffusa, che si dà per certa perché è sempre presente. Il sole non sorge invano per tutti e tutti i giorni... Al contrario la luce, con o senza teoria corpuscolare, è qualcosa di concreto, preciso, continuo, certo. È materia misurabile e quantificabile, come ben sanno i fisici ma sembrano ignorare gli architetti.
La luce, così come la gravità, è una realtà inevitabile. Fortunatamente inevitabile, poiché, in definitiva, I’architettura si è sviluppata nel corso della Storia grazie a questi due elementi primigeni: luce e gravità. Gli architetti dovrebbero sempre portare con sé una bussola (per la direzione e I’inclinazione della luce) e un fotometro (per misurarne la quantità), così come si ricordano del metro, della livella e del piombino. Se la lotta per vincere, piegare la gravità si realizza in un dialogo che genera I’architettura, la ricerca della luce e la relazione che con essa si instaura sono i fattori che portano tale dialogo ai livelli più sublimi. Si scopre allora, felice coincidenza, che la luce è in verità la sola in grado di vincere la gravità.
Così, quando I’architetto riesce a ingannare il sole, la luce, perforando lo spazio creato da strutture più o meno massicce, rompe I’incantesimo e fa sì che tale spazio fluttui, leviti, voli. Santa Sofía, il Pantheon o Ronchamp sono prove tangibili di questa portentosa realtà.
Potremmo quindi dire che la chiave risiede nella comprensione profonda della luce come materia, come materiale, un materiale moderno? Non potremmo dire che è giunto il momento, nella Storia dell´architettura, quel momento terribile ed emozionante, di affrontare la luce? Sia fatta la luce! E luce fu. Il primo materiale della creazione, il più eterno e universale, assurge così a elemento centrale della costruzione, della creazione dello spazio, nel senso più moderno del termine.

Sine luce nulla!
(Sulla luce come tema centrale dell’architettura)
Quando propongo l’assioma “Architectura sine luce nulla architectura est” intendo dire che niente, nessuna architettura è possibile senza luce. Senza di essa sarebbe esclusivamente una mera costruzione, mancherebbe un materiale imprescindibile.
Se mi si domandassero dei consigli su come distruggere I’architettura, suggerirei di chiudere I’anello del Pantheon o di coprire le vetrate che rischiarano la cappella di Sainte Marie de la Tourette. Se il nuovo sindaco di Roma, per impedire che nel Pantheon entrino pioggia o freddo, decidesse di chiudere I’anello di circa 9 metri di diametro che lo corona, accadrebbero molte cose… oppure no. L’incomparabile costruzione non ne risentirebbe, e tantomeno la sua perfetta composizione. Né verrebbe meno la sua universale funzione. E, perlomeno per la prima notte, il suo contesto, l´Antica Roma, non se ne accorgerebbe. Ma la trappola più ingegnosa che I´uomo abbia teso al sole, e in cui I´astro regale è caduto con piacere giorno dopo giorno, verrebbe distrutta. II sole scoppierebbe in un pianto dirotto e con lui I’architettura, poiché sono molto più che amici.
Se nel convento della Tourette un frate domenicano appena arrivato, aIla ricerca di una maggiore concentrazione, chiudesse le vetrate e le aperture, scarse di numero ma precise, deIla cappella maggiore, accadrebbero anche qui molte cose… o il loro contrario. La robusta costruzione non cambierebbe. Né la sua libera composizione. Le sue sublimi funzioni potrebbero continuare a essere espletate, forse con maggiore concentrazione, alIa luce delle candele. Nessuno nei dintorni ci farebbe caso o, comunque, non subito. Solo I’inquietante silenzio delle colombe, posate sull’edificio, finirebbe per avvertire i contadini del sacrilegio Ii compiuto. Lo spazio, più che concentrato, diverrebbe tenebroso. E i frati si renderebbero conto terrorizzati di come il loro luminoso canto gregoriano fatichi a salire dalle loro gole. Il monastero, e con lui I’architettura, si addentrerebbe nella notte scura.
Effettivamente, chiudendo I’anello del Pantheon e le aperture della cappella della Tourette avremmo posto fine alI’architettura, e con essa alla Storia.

Le tavole della luce
(Sul controllo esatto del!a luce)
Lorenzo Bernini, mago in questo campo, possedeva delle tavole per il calcolo esatto della luce che aveva creato lui stesso, del tutto simili a quelle che oggi si usano per le strutture, precise e minuziose. Ben sapeva il maestro che la luce, quantificabile e qualificabile come qualsiasi altra materia suscettibile di essere misurata, poteva essere controllata scientificamente. Purtroppo, al ritorno da un faticoso e sterile viaggio a Parigi per la costruzione del Louvre, il suo giovane e distratto figlio Paolo le perse. Il 20 ottobre del 1665, lasciando con sollievo la città che tanto I’aveva maltrattato, Bernini constatò con orrore che le sue tavole, più preziose per lui che le stesse Tavole della Legge, erano sparite. La ricerca fu vana. Chantelou, cronista puntuale e puntiglioso di quel viaggio in Francia, omise nel suo felice racconto qualsiasi dettaglio relativo a tale stortunato incidente. Si sa che Le Corbusier, anni dopo, rintracciò in una libreria della vecchia Parigi alcune delle pagine chiave dell´importante manoscritto che seppe usare con astuzia. Fu così che riuscì anch’egli a controllare la luce con esatta precisíone.
È che la luce è qualcosa di più che un sentimento, nonostante sia capace di suscitare emozioni negli uomini e di farli fremere nel loro intimo. La luce è, quindi, quantificabile e qualificabile, sia che si usino le tavole del Bernini o di Le Corbusier, la bussola, le mappe solari o il fotometro, plastici in scala o precisissimi programmi di informatica già sul mercato. La luce può essere controllata, domata, dominata. Il tutto a misura d’uomo, poiché è per I’uomo che si crea I’architettura.

La prova del fuoco
(Sui diversi tipi di luce)
Esistono molti tipi di luce. Vediamone alcuni; a seconda della direzione la luce può essere orizzontale, verticale, diagonale; in base aIIa qualità, possiamo distinguere la luce solida da quella diffusa. Nell’antichità, i nostri avi non erano in grado di far penetrare la luce dall’alto (quella che io definisco luce verticale) poiché, perforando il soffitto, insieme ad essa sarebbero entrati anche acqua, vento, freddo e neve. Non era certo il caso di morire per ottenere quel tipo di luce. Solo gli dei, immortali, osarono tanto nel Pantheon. E Adriano, in loro onore e di sua mano, innalzò quell’edificio sublime, profezia di futuri successi.
Nel corso della Storia dell’architettura, dunque, la luce è sempre stata orizzontale, ottenuta - com’era logico - perforando orizzontalmente il piano verticale, ossia i muri. Come i raggi del sole cadono su di noi diagonalmente, così gran parte della Storia dell’architettura può essere letta come il tentativo di trasformare la luce orizzontale o diagonale in luce che sembrasse verticale.
Lo stesso vale per il Gotico, che va visto non solo come il desiderio di creare una maggiore quantità di luce ma, fondamentalmente, di ottenere una luce qualitativamente più verticale, in questo caso diagonale. In ugual modo, molti degli interventi del Barocco sulla luce vanno considerati come il tentativo, grazie aIl’ausilio di ingegnosi meccanismi, di convertire la luce orizzontale in luce che sembrasse, e talvolta lo fosse di riflesso, verticale, ancor più verticale di quanto non fosse riuscito al Gotico. Il magnifico “Trasparente” barocco creato da Narciso Tomé nella bellissima cattedrale gotica di Toledo rappresenta una lezione magistrale.
Il tipo di luce - orizzontale, verticale o diagonale - dipende dalla posizione del sole rispetto ai piani che creano gli spazi. La luce orizzontale è prodotta dai raggi solari che penetrano attraverso aperture del piano verticale. Quella verticale si produce quando entra da aperture praticate nel piano orizzontale superiore. La luce diagonale attraversa sia il piano orizzontale che quello verticale.
Si comprende quindi il motivo per cui non sia stato possibiie creare luce verticale in spazi climaticamente controllati fino aIl’apparizione del piano di vetro di grandi dimensioni. E uno dei cardini del Movimento Moderno, dell’architettura contemporanea, risiede proprio nel trattamento della luce.



Con varie luci alla volta
(Sulla combinazione di diversi tipi di luce in un solo spazio)
Come Edison, che avrebbe poi inventato la luce elettrica (e quanto è difficile, ancora oggi, saperla usare bene!), Bernini, sommo maestro della luce, inventò quel metodo tanto semplice quanto geniale che è la “luce alla Bernini”. Utilizzando varie fonti visibili di luce, creava prima un ambiente di base con luce diffusa, omogenea, proveniente generalmente da nord, che illuminava e rischiarava lo spazio. E dopo averlo centrato geometricamente con le forme, zac!, irrompeva in un punto concreto, occultando la fonte agli occhi dello spettatore, con un cannone di luce solida (luce gettata) che diventava protagonista dello spazio. Il contrasto tra i due tipi di luce, produceva, creando una furiosa tensione, un effetto architettonico di altissima qualità. Esempio paradigmatico di questa operazione è Sant’Andrea al Quirinale: la luce solida, in visibile movimento, danza su un’invisibile luce diffusa in quieto riposo.
La luce, come il vino, oltre a distinguersi per categorie e sfumature, non permette gli eccessi. Mescolare diversi tipi di luce in uno stesso spazio, così come accade per il vino, annulla la possibile qualitá del risultato.
La combinazione adeguata di vari tipi di luce permette infinite possibilità in architettura, e Gian Lorenzo Bernini e Le Corhusier, Antemio di Tralle e Alvar Aalto, Adriano o lo stesso Tadao Ando, lo sapevano bene.

Finale
(Su come la luce e il tema)
In definitiva, la luce non è la ragion d’essere dell’architettura? La Storia dell’architettura non è ricerca, comprensione e dominio della luce? Il Romanico non è forse un dialogo tra le ombre dei muri e la luce solida che vi penetra come un coltello? E il Gotico non e un’esaltazione della luce che avvampa gli incredibiii spazi con fiamme ascendenti? Il Barocco non può forse essere considerato come un’alchimia di luce dove, sulla saggia mescolanza delle luci diffuse, irrompe un raggio forte, capace di produrre ineffabili vibrazioni? Infine, Il Movimento Moderno, abbattuti i muri, non è una inondazione di luce che ancora cerchiamo di controllare? Non è questa un’epoca in cui possediamo tutti i mezzi possibili per dominare la luce?
L’approfondimento e la riflessione sulla luce e sulle sue infinite sfumature devono essere I’asse centrale dell’architettura del futuro. Se le intuizioni di Joseph Paxton e i successi di John Soane sono stati il preludio aIIe scoperte di Le Corbusier e aIIe ricerche di Tadao Ando, il cammino è tuttavia ancora molto lungo. La luce è il Tema.
Ouando nelle mie opere riesco a far sì che gli uomini sentano il ritmo del tempo che regola la natura, armonizzando gli spazi con la luce, temperandoli con il cammino del sole, aIlora credo valga la pena fare architettura.


Alberto Campo Baeza


(*) ll presente saggio costituisce una sintesi della versione inglese editata di seguito. L’articolo in italiano è apparso sul numero di Domus n.760, 1994 e rieditato sul Blog Architettura di pietra il 08-01-2006.

17 febbraio 2009

SM11


L’associazione culturale SanMichele11 inaugurerà il 20 febbraio alle 18.00 la mostra dal titolo: “La decostruzione della soglia – L’architettura della salute mentale”.
La mostra, realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste e con il contributo dell’Azienda per i Servizi Sanitari n.1 Triestina e del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, intende indagare le recenti esperienze di progettazione dei Centri di Salute Mentale compiute sul territorio regionale e nazionale. Sarà visitabile sino al 20 marzo dal lunedì al venerdì, con orario: 9:00 – 12:00 e 15:00 – 18:00.

La presentazione della mostra avrà luogo alle ore 18:00 presso il Tempietto Anglicano, adiacente allo spazio espositivo, con gli interventi di Franco Rotelli, direttore generale dell’ASS n.1 Triestina, Pier Aldo Rovatti, professore di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Trieste e l’architetto Alberto Lixi.

14 febbraio 2009

Recensione Rivista


Ho trovato in edicola questa rivista, Costruire, della casa editrice di Abitare (RCS), il formato è quello di una rivista media(non spropositati come Domus o Casabella), carta leggera, 120pagine circa, abbastanza economica 5,20€ e non troppo ricercata negli argomenti.
Si trovano servizi su normative o argomenti molto tecnici (corredati di grafici e schemi) o il normale servizio di architettura sull'edificio recente o alla moda.
Fotografie abbastanza belle e disegni dei dettagli costruttivi esaurienti.
Alla fine ci sono pure i servizi sui vari software per la progettazione ed un approfondimento su norme e leggi.
Secondo me una rivista interessante, una via di mezzo tra Il Giornale dell'architettura ed una rivista patinata.
Si può consultare sul sito internet, cliccando sull'immagine a destra si sfoglia la rivista.
Ecco il sito: http://atcasa.corriere.it/Costruire/

Domande Laboratorio di economia [Bernetti]


Qui di seguito le domande dell'esame di Bernetti.

Cos'è un macroconnettore ?
Cos'è un piano urbano del traffico (PUT) ?
Se si deve costruire un nuovo parcheggio (edificio), questo rientra nelle competenze del PUT ?
Cos'è...

Cos'è il ritardo incrementale ? È stabile o no ?
Cos'è un macroconnettore ?
Cos'è un piano urbano del traffico (PUT) ?
Se si deve costruire un nuovo parcheggio (edificio), questo rientra nelle competenze del PUT ?
Qual'è la differenza tra piano urbano della mobilità e piano urbano del traffico?
Il PUT è un piano a breve o a lungo periodo ?
Cos'è il piano generale dei trasporti urbani ?
Cos'è il piano urbano dei parcheggi ?
Cos'è il coefficiente dell'ora di punta ?
Cos'è e come si calcola la capacità di una strada urbana ?
Differenze tra rete e grafo
Cos'è un centroide ?
Matrice origine-destinazione: cosa rappresenta la diagonale della matrice ?
Cos'è un rango di precedenza ?
cos'è l'istante di commutazione di un impianto semaforico ?
Come calcolo i tempi di sgombero ?
Cos'è la capacità potenziale degli impianti semaforici ?
Cos'è il gap di follow-up ?
Cos'è il flusso massimo di saturazione ?

Argomenti con più domande:
Com'è strutturato un impianto semaforico ? Trovare le manovre, trovare le manovre in conflitto e trovare le fasi.
Gli impianti attuati
il modello logit

Funkytecture

Esami Laboratorio Costruzioni [aggiornamento]

Trovate l'aggiornamento ad oggi dell'esame di Costruzioni III, con le domande di Gattesco, Benussi, Barizza e Simonati. Il testo in corsivo rappresenta l'aggiornamento del 02_02_2009.

Qui invece trovate il link di Costruzioni II

PS: L'idea per cui sono nati, e nasceranno, questi post, di esami, è per dare un modo, un aiuto continuo agli studenti della Facoltà. Ma soprattutto per migliorare quella che è la qualità dei Corsi! Quindi l'aggiornamento dei post dipende solo da voi, che potete mettere nei commenti!
Grazie

13 febbraio 2009

e"X"tinction timeline



Pubblico con interesse questo divertente grafico elaborato dalla Future Exploration Network, che fa proprio questo di mestiere. Il grafico si sviluppa fino al 2050 e oltre. Non so se c'han la sfera, comunque non capisco bene quel "Peace & Quiet" attorno al 2037, mentre fino al 2050 ci ritroviamo Cher. Aiuto!

12 febbraio 2009

Viaggio dIstruzione a Berlino

Rassegna Stampa!

La rassegna stampa di oggi vede numerosi articoli sulla Facoltà...



da Il Piccolo del 11_02_2009

dal Messaggero Veneto del 11_02_2009



da Il Piccolo del 11_02_2009


da Il Piccolo di Gorizia del 11_02_2009

MOZIONE URGENTE 11_02_2009

Ieri, 11/2/09, è stata discussa e approvata dal Consiglio Comunale di Trieste una mozione sottoscritta dai capigruppo della maggioranza (centro destra) per esortare un’ azione politica contro il paventato trasferimento della specialistica di architettura a Gorizia.

La mozione è stata introdotta dal consigliere Camber (FI), di cui val la pena ricordare alcuni passaggi:

- gli studenti come pacchi postali al miglior offerente;
- il rifiuto da parte di Udine ad unificare i corsi e l’inutilità quindi dello spostamento come polo sopra le parti;
- lo spreco di risorse per gestire due corsi separati, ad esempio due biblioteche (…o neanche una, N.d.A.)
- la presenza di studenti da fuori città ben integrati e parte attiva della vita cittadina;
- la possibilità di fare di architettura a Trieste un centro di eccellenza soprattutto dopo l’imminente cambio generazionale di alcuni “baroni” in modo che la facoltà diventi più architettura e meno economia (… parole sue! N.d.A.)

E’ seguito un dibattito di quasi un’ora con interventi da tutte le parti politiche.
Sono intervenuti: Sasco (UDC), DeCarli (cittadini per Trieste), Edera (Lista Rovis), Minisini (PD), Barbo (PD), Ferrara (Lega Nord), Furlanic ( Rifondazione Comunista), Sulli (AN), Kakovic (PD), Bertoli (FI), Omero (PD)
Tutti si sono dichiarati favorevoli alla mozione con grande partecipazione: chi ha sottolineando la risorsa ambientale della città, chi il ruolo di centralità nell’ottica della maxiregione conteso da Udine, altri ancora la necessità di organi di controllo per evitare manovre politiche dei rettori…
In generale però il dibattito si è concentrato su aspetti leggermente marginali e più politici, in breve:
-il centro sinistra si è risentito per il mancato coinvolgimento preventivo alla sottoscrizione della mozione, vista l’importanza del tema e la condivisione dell’obbiettivo, anche in virtù dell’interrogazione di qualche giorno fa proposta dal consigliere Carmi (PD). Il consigliere Ferrara si è scusato per la forma (…ridendo sotto i baffi per essere arrivati prima, N.d.A)
-il centro sinistra ha lamentato la dicitura “Istria e Dalmazia” quali poli di provenienza di parte degli studenti, così come scritto nella mozione, al posto di “Slovenia e Croazia” , ravvisando posizioni filo irredentiste e un’offesa di forma verso i due stati. La maggioranza si è opposta con vari “No” alla modifica il testo e Camber ha sottolineato che le “parole” in questione fossero presenti già nella lettera degli studenti (…ops, N.d.A)
-il centro sinistra ha sostenuto una grave responsabilità dell’Amministrazione Universitaria in genere e del Rettore Peroni in particolare nella gestione economica. Il centro sinistra imputava la colpa delle problematiche universitarie alle recenti manovre del governo in tema di riforma economica e dell’istruzione pubblica.
Alla fine c’è stata la votazione unanime per l’approvazione con 38 voti favorevoli su 38 presenti.
Possiamo ritenerci molto soddisfatti di questo nuovo appoggio che certo avrà un peso sulle decisioni future.
Certo possiamo trarre qualche utile insegnamento:
le parole vanno pesate bene per non dare adito a terribili incidenti diplomatici;
per mesi nessuno ha aperto bocca ma sono bastate un po’ di firme e di articoli sul giornale per far mobilitare tutte le parti politiche come paladini della giusta causa;
qualunque questione discussa in un aula politica riesce a trasformarsi in mille declinazioni ideologiche a favore di uno o dell’altro schieramento.

11 febbraio 2009

09 febbraio 2009

Esame Costruzioni II

Qui di seguito trovate informazioni, domande e consigli sull'esame del Laboratorio di Costruzioni dell'Architettura II.


Info generali:
E’ un esame lungo da preparare ma non particolarmente difficile dal punto di vista dei concetti (Cfr. Gattesco). Basta mettersi con un po’ di voglia a fare il progetto....un esecutivo vero e proprio, quindi dovrete conoscere ogni minimo dettaglio, avere una risposta e una spiegazione per tutto (materiali, scelte costruttive, simbologia e legenda, parole etc.) e soprattutto le parti delle tre materie devono combaciare (es. dettagli costruttivi e computo metrico): questo è fondamentale all’esame, e con un buon progetto partite bene!!

A revisione andate con più cose possibile, disegnate, anche incomplete, così da farne il meno possibile, ma in maniera più costruttiva.
L’importante è capire cosa si sta facendo e non copiare e basta (perché è ovvio che si copia per il progetto...ma bisogna saperlo fare!!!)
Se avete poco tempo o voglia, fate cose semplici, ma fatte bene nel dettaglio!
Ultima cosa: i disegni devono essere belli! Non perchè sono diversi dalle nostre solite tavole non sono importanti....anzi! Scegliete 3 spessori di linea e usate quelli, il progetto si deve capire, ci devono essere le informazioni per poter costruire tutto (quote, materiali, oggetti, legenda...). Può essere utile immaginarsi come un operaio che deve costruire quel muro, o quelle scale, e vedere se ci sono tutte le info per farlo.L’ordine dei disegni e delle tavole deve avere un senso, l’impaginazione anche! Non dimenticate il cartiglio!

Ok, passiamo all’esame.
50 % progetto
50 % esame orale

Il progetto si discute davanti alla commissione, di gruppo; potrebbero chiedere il perché delle scelte costruttive, criticare la grafica o informazioni mancanti/sbagliate; le domande le fa soprattutto Benussi (che in genere non ha mai visto il progetto prima!). Ci saranno sicuramente alcuni errori, non prendete paura!
Per l’ esame orale ci si divide e si affronta singolarmente ogni scoglio, in genere ci sono tre domande per ogni materia:

Taccheo – niente di tragico, chiede cosa ha detto a lezione e fa domande abbastanza aperte, è importante conoscere alcuni termini specifici, vi metterà davanti qualche grafico mostrato a lezione e fare una domanda su quello:
-diagramma economico dell’appalto: cosa rappresenta il grafico, perché ha quella forma a S allungata, qual è la differenza fra sospensione e proroga (lo chiede spesso!) e come si indicano nel grafico.
- stima del Costo di Costruzione di progetto, d’appalto (con lo sconto fatto dall’impresa) e finale,
- come si forma un prezzo e incidenza dei vari fattori (materiale, trasporto, noli, manodopera), costo al mq da applicare nel computo per trovare il costo di costruzione.
- prezzo analitico ed effettivo (aggiunta del 15% e del 10%)
- chi fa l’ordine di servizio e cos’è
- controllo del processo edilizio
- quali modifiche ci si possono essere durante l’esecuzione dei lavori che modificano il costo finale di costruzione?
- come funzionano i pagamenti all’impresa?

Longhi – vi fa ragionare, non è difficile; domande:
- verifica termoigrometrica di una parete
-disegnare il pacchetto di un solaio con riscaldamento a pavimento e dire come funziona l’impianto
- come funziona (a grandi linee) un impianto di ventilazione artificiale e quando serve
- cosa sono i vetilconvettori
- principi base della sicurezza antincendio

Benussi – state calmi e pensate,,. rispondete piuttosto dopo un po’, ma senza dire grandi cavolate...che poi si infastidisce...è quello da studiare meglio a mio parere. Domande:
- cosa sono e a cosa servono le staffe nei pilastri?
- come si dimensiona un pilastro e quali sono i principi alla base del ragionamento?
- perché nel progetto della trave in cls si usa 1/12 ql^2 (semi incastro, semi appoggio)
- quali verifiche si fanno su cls e acciaio in una trave?
- quando posso approssimare la trave reale tridimensionale ad uno schema statico bidimensionale e quando devo invece progettarla tridimensionalmente?
- come si verifica l’aderenza cls - acciaio
- trave in cls armato, è soggetta al taglio, cosa comporta e come si verifica?
- come armo a taglio una trave?
- a cosa servono le staffe in una trave?
- presso flessione nei pilastri e verifiche d’instabilità (Cfr. Gattesco)
- qual è la sezione ottimizzata per il cls?
- che problemi ho in cantiere nell’usare un cls ad alta resistenza? Da cosa dipende la qualità di un cls in opera?
- come posso ordinare il cls? (a dosaggio/a resistenza)
- cosa sono e a cosa servono le fasce piene?
- Resistenza caratteristica del cls, cos’è?

05 febbraio 2009

03 febbraio 2009

Il NO ad Architettura!

Alla replica del Sig. Andrej Drosghig il gruppo CtrlX non s'è fatto di certo attendere, e sul giornale di oggi possiamo trovare una replica precisa e puntuale, che ribadisce i concetti espressi nell'assemblea dello scorso 26 gennaio. La domanda che sorge spontanea ora è: Ma è possibile che in seguito all'assemblea l'unico che abbia avuto da dire qualcosa è un pensionato goriziano (..credo) legato alla sua città che non ha niente da fare che scrivere un articolo al Piccolo?
Qui il link dell'articolo dell'articolo contestato.

da Il Piccolo del 03-02-2009

31 gennaio 2009

"Car Design" Concorso

La Facoltà di Architettura di Trieste, ha bandito un concorso internazionale di disegno a mano libera o al computer dal titolo «Car design»...

I temi su cui si richiede di riflettere e proporre delle soluzioni progettuali per l’automobile del futuro sono l’ingombro e l’abitabilità delle automobili, l’utilizzo in ambito urbano e extraurbano.

L’automobile potrà essere individuata tra le seguenti tipologie:

- dream car: bella e impossibile
- city car
- family car

Il progetto dovrà essere originale e realizzabile. Sarà inoltre valutata con particolare attenzione la qualità della rappresentazione grafica a seconda che sia stata realizzata a mano o con l’ausilio del computer.

Il montepremi complessivo previsto è di 1.800 euro ripartito come segue:
I premio: 1000 euro;
II premio: 500euro;
III premio: 300euro.

Il termine per la consegna degli elaborati è stato fissato per il 30 aprile prossimo.
Il link qui

30 gennaio 2009

Rassegna Stampa 30_01_2009

E' un continuo susseguirsi di articoli su varie testate giornalistiche. Tutte inerenti alla lettera di "protesta" al trasloco di Facoltà.




E' un continuo susseguirsi di articoli su varie testate giornalistiche. Tutte inerenti alla lettera di "protesta" al trasloco di Facoltà.

New Landscapes - convegno, conferenza e mostra





A Venezia, presso la Fiera HABITAT - BIOEDILIZIA si svolge la mostra NEW LANDSCAPES (Nuovi paesaggi) che è una rassegna di venti progetti significativi, realizzati da progettisti di fama internazionale, che attraverso soluzioni innovative propongono nuovi linguaggi estetici con una forte valenza etica.

La mostra sarà occasione di conoscenza diretta di nuovi progetti architettonici e di trasformazione territoriale in cui sono state impiegate tecnologie e soluzioni avanzate. L'esposizione intende promuovere
un nuovo approccio e una nuova sensibilità progettuale partendo da alcuni esempi concreti già realizzati.

La mostra verrà accompagnata da due conferenze:
- conferenza "ambiente e territorio sostenibile, esperienze e progetti recenti" il giorno venerdi 23 gennaio ore 15.00 presso l'auditorium Iuav di Santa Marta e la
- conferenza "come ci condizionano le variazioni climatiche: quali buone pratiche attivare" presso la fiera Habitat, Venezia Terminal Passeggeri il giorno 31 gennaio ore 10.30.

L'iniziativa è promossa dal GiArch _Coordinamento Nazionale Giovani Architetti Italiani e da AGAVE _Associazione Giovani Architetti di Venezia in collaborazione con innovazionesostenibile.it.

Con la collaborazione e il patrocinio di:
Ordine Architetti della Provincia di Venezia
Commissione Europea _ Programma SEE
Magistrato alle Acque di Venezia
Regione Veneto
Comune di Venezia

http://www.agavenezia.it/
Università IUAV di Venezia

Rassegna Stampa 29_01_2009

Un pò in ritardo ma ecco la rassegna stampa di oggi. Abbiamo 2 articoli per Il Piccolo ed uno per il Messaggero Veneto.
A voi!
Buona lettura!





28 gennaio 2009

Bando Erasmus 2009-2010


Si comunica che è stato approvato il Bando Erasmus Studio 2009/2010, che offre agli studenti del nostro Ateneo la possibilità di effettuare un periodo di studio presso un'università straniera.

27 gennaio 2009

Stazione Rogers


giovedì 29 gennaio dalle 18,00 alle 21.30
COCKTAIL TWIST
aperitivo con sonorizzazione

Towa è il dj che selezionerà per Stazione Rogers una curiosa playlist a base di electro-pop giapponese. Un occasione in più per scoprire qualcosa di nuovo e abbinarlo a un buon bicchiere di vino.


venerdì 30 gennaio ore 18,30
PUBLIC ART A TRIESTE E DINTORNI
presentazione del volume a cura del Gruppo 78

La pubblicazione sarà presentata da Maria Campitelli ed Elisa Vladilo, che hanno curato sia gli eventi di Public Art svoltesi tra il 2007 e il 2008 che il volume stesso. Interverrà anche Borut Vogelnik, del Gruppo Irwin di Lubiana. Parteciperanno alla presentazione la Presidente della Provincia dott. Maria Teresa Bassa Poropat, e il Direttore dell’Area Educazione del Comune, dott. Enrico Conte. In rappresentanza della Regione parteciperà il consigliere Piero Camber, Presidente della VI Commissione consiliare.
La presentazione sarà corredata dalla visualizzazione di alcuni video illustrativi degli eventi stessi.
“Public Art a Trieste e dintorni” è innanzi tutto il documento di un’articolata operazione svoltasi nel capoluogo giuliano tra il 2007 e il 2008 per la promozione dell’Associazione culturale triestina Gruppo 78 I.C.A. a cura di Maria Campitelli con la collaborazione di Elisa Vladilo.
Risponde alla volontà di informare, da diversi versanti, su di un argomento mobile e sfuggente, aperto e in progress, non tanto con l’intento di definirlo in modo apodittico, quanto di coglierne l’essenza fondante nel suo farsi.
E’ l’arte che cresce fuori dai suoi spazi deputati, dal mitico quanto irreale white cube della galleria, dal sistema mercantile esaltato dalle fiere d’arte sparse nel pianeta. E’ l’arte che va incontro alla gente negli spazi pubblici – dove il termine “pubblico” conosce svariate declinazioni – che s’identifica nella quotidianità e nelle problematiche che la vita di ogni giorno comporta. E’ l’arte che pone alla base la relazione del sé con l’altro e compartecipa, in prospettive interdisciplinari, ad un miglioramento sostenibile dell’habitat e della qualità della vita, partendo dal concetto che è piattaforma e legante di ogni attività umana. “Public Art a Trieste e dintorni” compie questa esplorazione con “Manifesti d’artista”, vetrina d’arte aperta sulla strada, con una mostra documentativa internazionale disposta in tre locations, con site-specifics ed eventi di arte relazionale nel territorio urbano e suburbano, con lo svolgimento di vari workshop, con un convegno internazionale.

Ecco il primo chiaro effetto dell'assemblea!!

Assemblea di ieri 26 gennaio

Noi gestori del blog e un pò fautori del movimento...(GO NOTEGO PELCUL, e della relativa assemblea studentesca) ci dichiariamo all'unanimità ENTUSIASTISSIMI dell'affluenza e soprattutto della partecipazione con cui si è svolta l'assemblea di ieri!
Questo spazio,in attesa di riassumere a tutti coloro che ieri non sono potuti venire, e di mettere un pò di foto che attestito a costoro che gli studenti di Architettura sanno organizzarsi e riempire aule da 200 posti, è dedicato a tutti coloro che ieri invece c'erano e non hanno avuto il giusto spazio per dire la loro...spero che ne nasca un dibattito produttivo, magari con spunti su come muoversi in futuro,durante ma soprattutto dopo le risposte alla nostra lettera.
Chi ha il dovere di darci tali risposte, ora non può più nascondersi, perchè siamo una voce forte ora, tutti uniti...tutti assieme...per la libertà!!

23 gennaio 2009

Assemblea Straordinaria Studenti 26-01-2009

In risposta ai vari articoli usciti nella stampa regionale di questi giorni, ci troveremo Lunedì 26 alle ore 17:30 in H3, Aula A0, per preparare una lettera da mandare alle autorità, per far sentire anche la nostra opinione a riguardo del cosiddetto "trasloco a Gorizia".

Invito quindi tutti a partecipare, visto e considerato che soprattutto gli studenti dei primi anni sono i diretti interessati, e loro prima di tutti avrebbero il diritto di manifestare il loro disappunto.

Prego infine di far circolare la notizia il più possibile.

Saluti!

22 gennaio 2009

Rassegna Stampa!!

La rassegna stampa di oggi! Sembra già deciso tutto anche se da quanto ho letto l'ultima parola resta al CdF (Consiglio di Facoltà).
Ricordo che, a tal proposito, all'intenro del Consiglio, abbiamo 5, dico 5!!!!, rappresentanti che si possono opporre con il loro voto!

dal Messaggero Veneto del 22-01-2009

.......

da Il Piccolo di Gorizia del 22-02-2009


da Il Piccolo del 22-02-2009

19 gennaio 2009

Messaggero Veneto 19 01 2009


Lettera al Preside!

Oggi è stato consegnata alla Segreteria della Presidenza, la suddetta lettera corredata di 150 firme di studenti! Non essendoci il Preside, la segretaria, c'ha risposto che nulla è stato effettivamente deciso. Nel caso si dovesse decidere qualcosa questo avverrebbe attraverso la delibera del Consiglio di Facoltà e dovrebbe avvenire entro il 31 gennaio 2009, per il prossimo anno, con comunicazione ufficiale al RAND, Registro Accademico della Didattica Nazionale.
Stiamo a vedere quindi..ma soprattutto pronti!

16 gennaio 2009

NeWs!


E per tante brutte notizie che sembrano buttarci sempre + giù, reagiamo con qualcosa che almeno possa render la caduta + morbida. Nuovo acquisto per Santanasta. 4 nuove bellissime poltrone in pelle di Borruso, con la stessa tinta dell'abbronzatura....




Si ringraziano:
Poltrone: Borruso x la pelle, Zampollo per l'imbottitura
Ditta di traslochi: LampaDrome
Modello Foto: Ian
Foto: Drome




Rassegna Stampa


da Il Piccolo del 16 01 2009


dal Messaggero Veneto del 16 01 2009
"Non c'è architettura tanto altera quanto quella che è semplice".

John Ruskin

15 gennaio 2009

La nuova piazza Venezia


Nell’ottica del “mejo cussì che prima” o del “almeno i ga fato qualcosa” la nuova piazza ci può stare. Ma se si pensa ai soldi spesi per l’esecuzione e per la progettazione c’è da chiedersi se proprio non si poteva fare meglio....

La piazza è chiaramente disegnata in pianta con la successione rettilinea di fasce pavimentate e aiuole alberate, e in mezzo, simmetricissima, la statua di Massimiliano. Non si può parlare di scelta originale, ma va bene. La visuale viene convogliata verso la continuazione ideale sul molo pescheria (che forse prima o poi cesserà di essere un parcheggio) e il panorama del golfo e del castello di Miramare. Peccato che dall’altro lato, la prosecuzione ideale nel cuore del borgo Giuseppino verso il Rivoltella e via Torino sia tranciata da una striscia di asfalto e soprattutto da colonnette con catenelle di sbarramento. Così il percorso pedonale, anziché proseguire diagonalmente come invita l’occhio e il buonsenso, è dirottato in un passaggio angolare sul lato stretto del marciapiede opposto. Il tutto ovviamente ne simmetrico ne centrale all’impianto voluto per la piazza.
La pavimentazione è stata eseguita con il recupero dei bei masegni antichi con un andatura nell’isola centrale a dosso che ben si confà alla prospettiva. Lateralmente è stata utilizzata la medesima pietra, peccato però che sia stata pitturata con striscione segnaletiche bianche e gialle per le corsie e la fermata dei bus. Chissà se forse un maggior integrazione…..
Sul tratto prospiciente le rive invece è stata posta una corsia parallela di pietre moderne. E’ probabile la volontà di dare continuità al resto della pavimentazione dei marciapiedi del lungomare, e solo con pignoleria si potrebbe puntualizzare il mancato allineamento con questi, ma la pitturazione di strisce pedonali sulle pietre nuove con un bizzarro andamento diagonale salta proprio nell’occhio.
L’arredo urbano è stato risolto con la sistemazione di panchette monoposto che risolvono una volta per tutte la polemica dell’anno scorso sui barboni. Le postazioni, in fila e simmetriche, sono costituite da cubotti di calcestruzzo rivestiti di lastre di pietra di Aurisina: una rigidità che un po’ stona con la morbidezza degli altri materiale e c’entra poco con le altre pietre utilizzate, arenaria per la pavimentazione e pietra d’Istria per il basamento della statua. Lo zoccolo delle panchette, lasciato a vista è troppo alto per dare un effetto che non sia brutto e inoltre vi sono state applicate delle strisce di illuminazione a led che dovevano assolutamente essere integrate e nascoste.
Per fortuna la statua di Massimiliano riesce con la sua grazia a dare un tono di dignità all’insieme.

testo: Jo
foto: Lampa

14 gennaio 2009

Incontri di Architettura

Abaco Architettura, associazione culturale per l'architettura con sede a Vicenza, propone degli incontri di Architettura con i protagonisti della scena italiana ed internazionale.Questo il calendario:

Werner Tscholl
sabato 24 gennaio 2009
ore 17,00

Cino Zucchi
sabato 7 febbraio 2009
ore 17,00

Joao Nunes
sabato 21 febbraio 2009
ore 17,00


Gli incontri si terranno a Villa alle Scalette
Trend Group, p.le Fraccon 8, 36100 Vicenza tel: + 39 0444 338711

E' cortesemente richiesta la prenotazione
RSVP: previsioni@trend-vi.com

09 gennaio 2009

Domande Costr III

Posto qui di seguito Materiale che potrà essere utile a tutti. Sono le domande aggiornate dell'esame di Costruzioni III, divise per PROGETTO e per i 4 docenti : GATTESCO, BARIZZA ,BENUSSI, SIMONATI (ex garofalo).

Spero quindi che le domande qui di seguito, che verranno integrate con il tempo, possano essere usate da tutti, con l'augurio di farne buon uso.

- Domande relative al progetto:

_come isolate?
_come ventilate? avete pensato a una ventilazione forzata?
_ponti termici?
_acustica?
_scolo delle acque? ma vi rendete conto di quante migliaia di litri d'acqua raccoglie una copertura così grande?
(p.s. per tutti quelli che come me hanno seguito il corso anni fa, è ovvia la perplessità che compare nelle nostre facce stupite di fronte a queste domande. Tali mancanze sono state rimproverate, e poi tollerate ma integrate dalle domande dell'approfondito orale di simonati)


_Dove avete previsto i giunti di dilatazione?
_A cosa serve questo elemento diagonale?
_Vi ispirate a qualche stadio esistente?
_Questa è un'unione a cosa? taglio? pressoflessione?
_Questo valore (nei calcoli) è la f di progetto? resistente? ammissibile?
_Che resistenza avete preso per la muratura? ma la muratura è piena o semipiena?

- Barizza:

_nella copertura del tuo stadio ci sono delle funi, avete calcolato la loro deformazione sotto sforzo? calcolala per il solo carico da neve (mi ha dato la calcolatrice e l'esercitazione, e con i dati l'ho calcolata)
_mi ha disegnato una trave vierendeel, con appoggi agli estremi, con carico uniformemente distribuito. Come disegni le diagonali perchè siano sempre tese? Quanto valgono le forze di trazione e compressione in mezzeria nell'asta superiore e in quella inferiore? (C=T C=M/h con h braccio della coppia di forze)

_trave reticolare_mettere i diagonali in base a un carico dato
_calcolare le reazoni vincolari, chiachierata sulle travi reticolari e su come funzionano,calcolo dello sforzo S di una fune
_archi in generale, tipi di archi e loro caratteristiche, svantaggi e vantaggi

_domanda inerente al tuo esercizio: fune appesa a due altezze diverse
_se trova qualche cosa sbagliata nei vostri conti vi fa ragionare su quella.

_esercitazione (arco+fune)
_trave reticolare (il calcolo veloce dele forze sulla trave sup e inf attraverso il momento)
_argomento a scelta: classificazione sistemi strutturali: resisenti per superficie

_Esercizio trave reticolare verticale e/o orizzontale con forza applicata su 1 nodo o su tutti.
_Argomento a scelta….(1 chiacchierata sugli archi – funi – superfici curve)… basta capire i concetti + importanti…blando

_Trave reticolare
_Funi
_Le reazioni di una fune

_Dimmi un progetto che conosci che ha archi come struttura portante
_Com'è il momento in una fune?
_Quali sono i metodi per risolvere le reticolari?
_Ti disegna una trave ad N o Pratt senza diagonali, con un carico applicato, e ti chiede di disegnare le diagonali in modo che siano compresse.
_Parlami del paraboloide iperbolico, e disegnalo
_Azione orizzontale di una fune caricata con carico uniformemente distribuito
_Differenza tra funi ed archi
_Reticolari a mensola
_Forze orizzontali e pretensione della fune.

- Benussi:

_collegamento trave trave (due doppio T) bullonato, soggetto a momento e taglio. Come le colleghi?
_Fare le verifiche a taglio del bullone e a rifollamento della lamiera.
_Disegnare bene il collegamento, abbastanza in scala, in pianta prospetto e sezione. E terminologia corretta.



_controventi in generale, negli edifici industriali, come funzionano, perché si mettono, tipi di controventi ecc..
_che profili si usano per i controventi(L), come si uniscono i diagonali di un controvento a croce di s.Andrea X (o tenenoli distanti uno dall’altro oppure rompendo un diagonale e poi inbullonandolo a quello che è rimasto intero)
_calcolo della forza in un diagonale di controvento
_verifiche delle bullonature(più che la formula a lui interessa il ragionamento che fai ma bisogna saper fare esercizi semplici)

_dimensionamento di una saldatura (ERA UNO DEI PIÙ PREOCCUPANTI E INCOGNITI, INVECE SI È RIVELATO IL PIÙ FACILE)

- Simonati:

_disegna il particolare dell'attacco a terra spiegandomi come organizzeresti lo scolo delle acque piovane. E disegna in sezione una pavimentazione in pietra. quanto è spessa una lastra in pietra da esterni? (6cm)
_disegna il particolare della copertura spiegando bene come isoleresti. quali tipi di isolanti esistono? fai esempi. che differenza c'è tra isolanti fibrosi e porosi? e a pori aperti o chiusi? quanto pesa un isolante al metro cubo? (50-100kg)
_come ti proteggi dal soleggiamento nel tuo progetto? se aggiungessi dei brise soleil, dove li metteresti?

_domande sui materiali(non lontane da quello che ci ha detto la Garofolo a lezione)
_risoluzione degli errori che ha riscontrato nel progetto
_possibili alternative per fare una facciata non portante
_ tipi di isolanti, elenco ordinato degli strati che compongono un pacchetto di copertura(ad esempio dove si mette la barriera al vapore)
_dove vanno gli impianti nel progetto,attenzione alla dispersione termica

_giuro che non ho neanche capito cosa mi ha chiesto !!!!!!

- Gattesco:

_ripartizione delle azioni orizzontali (formule e dimostrazioni, ma puoi guardare l'esercitazione)
_che verifiche fai dopo aver fatto la ripartizione delle azioni orizzontali?
_consolidamento solaio in legno con soletta in calcestruzzo: perchè si fa? che problemi risolve? quanto vale il coeff. efficienza della piolatura? (da 0 a 1 a seconda di connessione assente o connessione perfetta, e corregge il momento di trasporto di I).
_Quanto è spessa la soletta da normativa? 5cm.
_Come fa la soletta a trasmettere le forze orizzontali ai maschi? (mettendo armature) dove le metti? (sul perimetro per fare i cordoli perimetrali, così hai un braccio delle forze di traz e compress per resistere al momento)
_archi (parlare a ruota libera, facendo tutte le dimostrazioni)

_verifica a pressoflessione dei maschi soggetti a sisma
rispetto all’esercitazione
_spiegazione formula della verifica a taglio per scorrimento
_chiacchierata su come si procede in caso di ristrutturazione di un edificio esistente, fasi che si seguono ecc..(parte iniziale della dispensa sugli edifici esistenti), tipo di interventi che si possono fare in caso di elementi spingenti.

_dimmi come funziona l' esercizio sul piolo.......(Che merda, non si capiva niente, state attenti che Lucia ha fatto vedere 2 metodi diversi insieme e Gatt ha detto che questo ha confuso le idee a tutti).
_fondazioni, Terzaghi
_qualche consolidamento di solaio

_esercitazione
_fattore di struttura q
_piolatura a cosa serve?calcolo I=Iw+nIc. efficenza gamma.Scorrimento e freccia
_sisma : zone sismiche; fattori di importanza; oscillatore-comportamento elastico a cfr con elasto-plastico; azione sismica-spettro; duttilità; forza sismica di progetto; analisi statica lineare; verifiche per azioni sismiche fuori piano


_Come si irrigidisce la fondazione e in particolare la formula dei micropali! ( >> formula di terzaghi senza un parametro)
_Fondazioni (generico)
_Archi (formule varie…praticamente tutte)
_Azioni fuori piano

_Coefficiente di forma q
_Solaio legno calcestruzzo
_Analisi di un edificio storico con analisi delle rotture

_I meccanismi di rottura del terreno ( tutto: disegni,% dei tipi di terreni, formula, spiegazione di tutti i parametri)
_tipi di interventi sulle murature (sia la divisione tra quelli superficiali tipo le iniezioni?!?mi sembra che profondi...tutto cn disegni e spiegazioni...li vuole sapere TUTTI..a me nn veniva in mente lo scuci-cuci c'ho messo dieci minuti a capire quale mi mancava...e nn ti molla finchè nn glieli dici tutti...).
_Sisma, in riferimento al parametro di coesione che incide nel sisma.
_Modi di vibrare

_Forze nel maschio. Quali sono i contributi e come li ripartisco
_Che quota parte della forza va su ciascun maschio, tenendo conto delle combinazioni
_Come cambia l'azione nel maschio a seconda delle forze orizzontali previste dalla normativa
_Difetti degli edifici storici in muratura
_Lesioni e altri segni che manifestano i tipi diproblemi delle murature storiche, e come risolverli
_Perchè sono importanti i collegamenti solaio-muratura?
_Interventi per solai di copertura

_Tipi di consolidamento
_Tipi di indagine
_Formula di Terzaghi
_Sisma (tutto!)
_Coefficiente di struttura q (sisma)
_Esercitazione Lucia - Consolidamento Solaio Legno-ClS

08 gennaio 2009

Architettura a Gorizia...mah!

Ci risiamo..con l'anno nuovo non è cambiato proprio nulla! Semmai sembra, che le cose, rimaste tranquille fino ad ora, siano di anticipo alla tempesta che sta per scatenarsi sulla Facoltà!

Qui il link della Rassegna Stampa del 08/01/2009 in cui troverete altri articoli riguardanti Architettura!
Buona Lettura!

04 gennaio 2009

Stazione Rogers









GRAALGLASS / BIANCO MISTERO
OTTAVO CONCORSO INTERNAZIONALE
DI DESIGN TRIESTE CONTEMPORANEA 2008

12 dicembre 2008 > 13 gennaio 2009
da martedì a domenica 10-13 e 17-20
lunedì chiuso

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INCONTRI / CONVERSAZIONI SUL TEMA

7 gennaio 2009 dalle 18,00

LA METAMORFOSI: DEMONI, INCANTESIMI E MAGIA
conversazione con il prof. Gianfranco Guaragna


13 gennaio dalle 18,00


L'ESOTISMO NEL GIARDINO VENETO NEL PERIODO NEOCLASSICO E NAPOLEONICO: ALCUNI ESEMPI
conversazione con la prof.ssa Barbara Boccazzi Mazza

SANTO GRAAL
conversazione con il prof. Bernardino de Hassek

03 gennaio 2009

Terreni coltivabili: corsa all’oro che cresce

da Panorama 01/01/2009 di Franca Roiatti

A guardarlo su una cartina pare un enorme Risiko, con i giocatori, i governi e le aziende private che corrono su e giù per il globo alla conquista di intere porzioni di altri paesi. Le armi per la caccia sono i soldi, lo scopo schierare aratri e mietitrebbie, la posta in palio è la terra agricola, che il terremoto finanziario e l’alto prezzo dei cereali hanno trasformato in oro.

La Fao prevede che entro il 2030 il mondo avrà bisogno di 1 miliardo di tonnellate in più di cereali per nutrire una popolazione che avrà superato gli 8 miliardi. E questo ha scatenato le paure di stati come Arabia Saudita, Emirati Arabi, Cina e Corea del Sud, ma anche India e Libia, che non dispongono di spazi e risorse sufficienti per coltivare il cibo per i propri abitanti. Ha inoltre stimolato gli appetiti dei fondi di investimento e delle multinazionali che nei campi di soia, grano e olio di palma vedono il business dei prossimi decenni. Complice la corsa ai biocarburanti.
Nel 2008 il ritmo dello shopping verde ha subito un’accelerazione straordinaria. L’ong spagnola Grain ha censito un centinaio di accordi per l’acquisto e l’affitto di terreni e risaie dal Pakistan al Kenya, dalle Filippine al Sudan, dal Kazakhstan al Brasile. La più vorace, stando alla classifica di Grain, è la Corea del Sud. Quarto importatore al mondo di mais, ha siglato intese su circa 2,3 milioni di ettari.
L’ultima è stata annunciata a novembre dalla Daewoo logistics. Il colosso sudcoreano ha dichiarato di avere ottenuto dal governo del Madagascar il diritto a coltivare per 99 anni 1,3 milioni di ettari a granoturco e palma da olio: prodotti da rispedire in Corea. In cambio, la Daewoo si impegnava a costruire infrastrutture e creare posti di lavoro: neanche 1 euro sarebbe entrato nelle casse dello stato malgascio.
Di fronte alla dimensione e alle condizioni dell’affare sono esplose le critiche di attivisti e istituzioni locali e internazionali, soprattutto perché nell’isola africana almeno 600 mila persone dipendono ancora dagli aiuti alimentari del World food programme. «L’arrivo di investitori stranieri non può avvenire senza che le popolazioni locali siano protette da eventuali crisi alimentari. Questo fenomeno deve essere regolamentato» ha tuonato Alain Joyadet, sottosegretario francese alla Cooperazione. Il governo del Madagascar si è affrettato a smentire che sia stato raggiunto un accordo. «Ma nella maggioranza dei casi ciò che si viene a sapere di questi contratti è davvero pochissimo» sottolinea Renée Vellvé, che ha curato il rapporto di Grain. «La Cina sta da tempo silenziosamente comprando o affittando terreni e costruendo fattorie dove arrivano scienziati e contadini cinesi per avviare la produzione di soia e riso ibrido».
Nei prossimi 50 anni la Repubblica Popolare investirà 5 miliardi di dollari nell’agricoltura in Africa, dove ha siglato una trentina di accordi che prevedono l’accesso a terreni fertili in cambio di strade, sistemi di irrigazione, formazione e tecnologia. Il dragone, che conta il 40 per cento dei contadini del mondo, ha solo il 9 per cento di terre coltivabili. Industrializzazione e inquinamento stanno mettendo a rischio l’autosufficienza alimentare, tanto che il ministero dell’Agricoltura di Pechino avrebbe già pronto un piano per delocalizzare la produzione di cibo.C’è chi, però, ha ancora meno tempo e risorse della Cina: gli stati del Golfo Persico e l’Arabia Saudita. Il numero di abitanti di quest’area toccherà i 60 milioni entro il 2030, il doppio dall’inizio del secolo. Le fonti d’acqua dolce sono destinate a prosciugarsi entro 30 anni, la difficile e fortemente sussidiata produzione agricola locale non è più sostenibile.Ancora più rischiosa la prospettiva di un’impennata nel prezzo dei cereali. Nel 2010 questi paesi importeranno dall’estero il 60 per cento del loro fabbisogno di cibo e l’aumento dei costi per le famiglie «rischia di provocare significative proteste sociali, soprattutto fra i lavoratori immigrati: la maggioranza della popolazione» avverte un rapporto del Gulf research center, che indaga sulle possibilità d’investimento dei petrodollari nel settore agrario in Africa e Asia Centrale.
A luglio il ministro dell’Economia degli Emirati Arabi ha annunciato l’intenzione di acquistare terreni in Africa, Cambogia, Vietnam, Kazakhstan e Sud America, un investimento massiccio è stato concluso in Sudan, dove sono attivi anche Arabia Saudita, Qatar e Giordania. In Pakistan gli Emirati hano comprato terra per coltivare cereali da rimandare in patria. Operazione per la quale hanno cercato di evitare le tariffe sull’export imposte da Islamabad, proprio per contrastare l’aggravarsi della crisi alimentare pachistana.Il gruppo saudita Bin Laden ha sottoscritto un contratto da 4,3 miliardi di dollari per sviluppare 500 mila ettari di risaie in Indonesia. L’azienda sta considerando la possibilità di riservare parte del riso prodotto al mercato locale, «così la gente non crea problemi». Il Gulf research center mette in guardia proprio dal pericolo che gli investimenti nei paesi in via di sviluppo provochino conflitti sociali innescati da dispute sui diritti di occupazione della terra e sull’uso dell’acqua. In Egitto i contadini del distretto di Qena hanno fatto lo sciopero della fame per riavere i 1.600 ettari di terra che gli amministratori locali avevano concesso a un’azienda giapponese per produrre cereali. In Tanzania 11 villaggi sono stati rasi al suolo per fare spazio a una piantagione di jatropha (arbusto tropicale) e palma da olio per biocarburanti. Episodi simili sono accaduti in Brasile, Colombia, Indonesia. Preludio di un sistema per regolare le controversie che allarma gli esperti. «In Africa il diritto di proprietà è molto sfaccettato e non esistono spazi inutilizzati. I terreni incolti concessi agli stranieri sono spesso usati per la pastorizia e la raccolta di legna da piccoli contadini, tra i più poveri» osserva Michael Taylor di Land coalition, organizzazione che si occupa dell’accesso alla terra. «Nel concludere gli accordi i governi applicano leggi che non tengono conto delle consuetudini, ma in questi luoghi la terra è più di un bene materiale, è una questione di status e dignità. Se gli investitori vogliono evitare il diffondersi di conflitti, devono considerare questi aspetti». Alla base di molti contratti come quello ideato dalla Daewoo in Madagascar c’è la promessa di realizzare infrastrutture e creare posti di lavoro. Il Qatar, per esempio, ha promesso al Kenya di finanziare con oltre 2 miliardi di euro la costruzione di un porto nell’isola di Lamu in cambio di 40 mila ettari da coltivare a cereali. «Si tratta di coltivazioni su larga scala, altamente meccanizzate. Le possibilità di occupazione per la gente del posto sono davvero scarse» obietta Renée Vellvé.
E se il direttore generale della Fao Jacque Diouf ha bollato questa corsa all’oro verde come «neocolonialismo», alcuni paesi la considerano un’occasione. L’Angola ha offerto la propria terra sul mercato internazionale, mentre il primo ministro etiope Meles Zenawi si è detto ansioso di accogliere aziende straniere.«L’agricoltura, specialmente in Africa, è stata dimenticata per anni dagli stati donatori» ammette David Hallam, responsabile della Fao per l’interscambio commerciale. «Per questo c’è bisogno di qualsiasi investimento. Dobbiamo soltanto evitare gli effetti negativi».

01 gennaio 2009

Klimahouse 2009


Klimahouse

Il 2008 in foto

Una rassegna delle migliori foto, scattate in giro per il mondo per catturare una "parte" degli avvenimenti e frammenti del 2008.

link:
part I
part II
part III